Articolo di: gio, giu 30th, 2011

I libri da portare sotto l’ombrellone

I libri sono sempre un’ottima compagnia, e quale periodo migliore delle vacanze estive per dedicarsi alla lettura? Comodamente seduti in spiaggia a tutti piace sfogliare le pagine di quei libri che volevamo leggere da tempo ma, per motivi di lavoro o di impegni quotidiani, sono sempre rimasti sul nostro comodino.
Nessun momento migliore dell’estate per rimediare!

Libri: quest’estate sono di moda i testi teatrali

Un’interessante articolo pubblicato recentemente sul Washington Post, ha analizzato le abitudini letterarie dei vacanzieri, cercando di capire quali sono i libri più gettonati e letti. Ebbene, l’autorevole giornali, ha avanzato anche una proposta alquanto particolare in fatto di libri per l’estate, sottolineando come i testi teatrali siano delle letture ideali per l’estate. La motivazione sarebbe abbastanza semplice, ovvero la capacità di questi particolari testi letterali di soddisfare quella curiosità che inevitabilmente ognuno di noi ha. Tra gli autori consigliati, il Washington Post cita i classici Arthur Miller e Neil Simon, mentre per chi ha voglia di affrontare un testo un po’ più complesso vanno sempre bene “Aspettando Godot” di Samuel Beckett o “Vita di Galileo” di Bertol Brecht, o ancora le commedie di Dario Fo o gli ultimi libri della Nothomb tra i quali spicca sicuramente “Libri da ardere”.

Libri: la top 10 italiana

Al di là dei consigli che ci arrivano da oltreoceano, gli italiani sembrano avere già le idee chiare su quali saranno i libri che porteranno con sé in vacanza. L’ultimo sondaggio effettuato in merito non pare aver riservato molte sorprese, visto che a farla da padrone sono ancora i libri di Andrea Camilleri, saldamente al primo posto con “Il Gioco degli Specchi”. New entry, invece, la seconda posizione, occupata da “Passion” di Lauren Kate, un testo che fa parte di una tetralogia che vede al centro la storia d’amore tra una ragazza e un angelo. Ritornano in classifica, rispettivamente al nono e al 10 posto, “Scuote l’anima mia Eros” di Eugenio Scalfari e “Il profumo delle foglie di limone” di Clara Sanchez, mentre mantengono le loro posizioni i libri di Serena Dandini, ottava con “Dai diamanti non nasce niente. Storie di vita e di giardini”, e di Jo Nesbo, sesto, con “Il leopardo”.

Libri: la curiosità

Il New York Times ha recentemente passato in rassegna gli pseudonimi più famosi dei grandi scrittori del passato come Lewis Carroll, ovvero Charles Dodgson, George Orwell, Eric Blair, e Isak Dinesen, Karen Blixen. Ma non si tratta dei soli autori che per i loro libri hanno scelto di scrivere sotto “falsa firma”, visto che anche Agatha Christie ha scritto numerosi romanzi d’amore sotto il nome di Mary Westmacott. Ma quella dello pseudonimo non è una moda solo straniera, visto che anche in Italia sono numerosi gli esempi di grandi scrittori che hanno firmato i propri libri con un nome diverso dal proprio; basti pensare a Ettore Schmitz alias Italo Svevo, o a Sibilla Aleramo, Rina Faccio, o ancora Alberto Savinio, Andrea de Chirico.
Un fenomeno diffuso, quindi, quello dello pseudonimo, che ha spinto il NYT a cercare di capire i motivi di questa tendenza. Per le donne, secondo il giornale americano, lo scopo era quello di fingersi un uomo per avere maggior credibilità, mentre alcuni scrittori famosi erano costretti a scrivere delle opere più commerciali, per chiari motivi di sopravvivenza, e non volevano però compromettere la propria fama di autore di libri di spessore. Ma lo pseudonimo è sempre stato anche una forma di arte, un espediente per darsi una identità artistica che si richiamasse ad uno specifico background culturale; lampante ad esempio il caso di Neruda, il cui vero nome era Neftali Basoalto, e che prese questo pseudonimo per omaggiare Verlaine e Jan Neruda.

Insomma le proposte letterarie sono davvero molte, quindi prima di partire non dimenticate mai di mettere in valigia dei buoni libri.

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