Articolo di: ven, dic 9th, 2011

Flop e caos per la fiction Rai “Agrodolce”

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E’ più acre che dolce la sorte della fiction siciliana della Rai “Agrodolce”, sorella del ben più collaudato “Un posto al sole”.


IL SEGUENTE ARTICOLO E’ STATO CORRETTO IN QUANTO VI ERANO INFORMAZIONI ERRATE, LA EINSTEIN NON E’ MAI STATA ACCUSATA DI INFILTRAZIONI MAFIOSE MA HA INVECE DENUNCIATO LA POSSIBILITA’ DI EVENTUALI INFILTRAZIONI.

Ulteriori approfondimenti sulla vicenda potete leggerli su Repubblica.it il cui articolo sarà riportato integralmente a questo indirizzo


La serie televisiva andata in onda un anno fa, fortemente voluta da Gianni Minoli ed ambientata in Sicilia si è trasformata in caos.

Ora si parla addirittura di aule di tribunale per il caso Agrodolce, progetto che ha richiesto un ingente spesa della Rai e 24 milioni di fondi pubblici. Costi altissimi messi a disposizione per una serie andata solo un anno e adesso vede 400 persone disoccupate tra attori e maestranze.

Più di 40 milioni di euro investiti per la serie Agrodolce andata in onda solo un anno

Il tutto è cominciato tre anni fa con Rai e Regione Sicilia che si accordano per la serie tv, che su carta, doveva essere un ritorno ai valori della famiglia e vita tradizionale e valorizzazione del territorio siciliano.

Alla presentazione, fatta in grande, hanno presenziato il giornalista Rai e l’ex Governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro.
Già ad inizio dei lavori nascono i primi scontri. Miti, già produttore di Un Posto Al sole, impone sul set i suoi due figli, Carlotta come attrice e Matteo come regista.

Dopo la prima serie, la casa di produzione Einstein, comincia a chiedere alla Rai 6 milioni di euro in più di costi extra e 5 milioni di fatture non ancora coperte.Nei corridorio di Viale Mazzini si crea il caso e nessuno vuole prendersi la responsabilità di costi così esorbitanti. La Einstein denuncia l’ombra di possibili infiltrazioni mafiose.

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Ci sono 1 commento
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  1. Gentili Signore,
    in merito all’articolo da Voi pubblicato in data 9 dicembre: “Flop e Caos per la Fiction di Rai Agrodolce” è opportuno rettificare, con urgenza, una serie di imprecisioni e invenzioni.
    Einstein ha commissionato all’architetto Massimiliano Fuksas la progettazione di Studios televisivi che, non essendo ancora stati realizzati, non si comprende come lo stesso avrebbe mai potuto inaugurare (oggi Einstein è titolare dei Med Studios, un’altra struttura sulle colline di Termini Imerese) . Tutti gli investimenti fino ad ora effettuati per l’acquisto del terreno e la progettazione dei nuovi studi sono stati interamente realizzati dal Gruppo Einstein senza l’intervento di nessun altro contributo pubblico o privato.
    Dopo la prima serie ci sono stati 2,7 milioni di extra costi (perdite per il Gruppo Einstein riconosciute dal monitoraggio RAI).
    Alla conclusione della prima serie è seguito uno stop di un anno e mezzo, tra prima e seconda serie, che ha ulteriormente incrementato il disavanzo del Gruppo Einstein per i costi derivanti dal mantenimento di una macchina produttiva ferma, ma esistente, con i costi fissi che ne sono derivati.
    Con la seconda serie non solo gli extra costi non sono stati contenuti ma sono addirittura lievitati – per una cifra superiore ai 6 milioni di euro – obbligando Einstein a fermare le riprese soprattutto a causa di fatture regolarmente emesse e non pagate da RAI per un totale di circa 5 milioni di €uro (scadute ad oggi da oltre un anno).
    Relativamente alle “infiltrazioni mafiose” la Vostra notizia è infamante e ribalta esattamente il senso della notizia da Voi raccolta. E’ la Einstein ad avere denunciato e ad essersi opposta ad ogni tentativo di infiltrazione mafiosa come si evince dalle denuncie penali depositate presso gli organi giudiziari e riprese dall’inchieste dalle quali è ispirato il Vostro articolo. Quindi non è Einstein che “smentisce” ma Einstein che “denuncia”.
    Vi invitiamo a correggere quanto prima le Vostre imprecise e distorte comunicazioni e a pubblicare la nostra smentita riservandoci ogni tutela dei nostri diritti in ogni sede competente.
    Cordiali saluti
    Ufficio Stampa
    Einstein Fiction

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