Articolo di: gio, lug 14th, 2011

Quale università consigliare ai nostri figli?

L’università ai tempi della crisi.

Il momento di scegliere l’università. E’ dura essere ragazzi in questo particolarissimo periodo storico caratterizzato da precarietà contrattuale e crisi di lavoro. Ecco perché i consigli dei genitori su quale strada intraprendere dopo le superiori, ed in particolare quale università scegliere, sono ancora più preziosi. Vediamo quali possono essere le indicazioni per capire come utilizzare al meglio le risorse e le attitudini dei nostri figli per intraprendere più serenamente un percorso all’interno delle università italiane.
Prima di tutto bisogna porli dinanzi all’amara realtà. Il mercato del lavoro è più che mai saturo e selettivo. L’esigenza del nuovo millennio è la specializzazione. Se vostro figlio mostra un indole artistico-letteraria, va orientato verso università che seguono alcune di queste materie: giornalismo, grafica web o lingue e letterature straniere.

Come scegliere l’università più adatta ai nostri figli?

Qualora i dubbi fossero insormontabili ci si può recare presso un centro di orientamento appositamente creato nelle più importanti università d’Italia. Grazie a questi centri i ragazzi possono confrontarsi direttamente con docenti delle università verso le quali sono orientati e capire se questi studi possono soddisfare ambizioni lavorative future. In ogni caso, genitori e figli dovrebbero fare un analisi del mercato e capire quali sono le figure più ricercate e da lì scegliere l’università tenendo sempre conto delle capacità e delle aspirazioni del del ragazzo. In effetti, questo atteggiamento può apparire cinico dinanzi all’importanza dell’istruzione e della cultura. Ma purtroppo la crisi ha completamente ridisegnato il profilo della società e a meno che non si disponga di un benessere economico non indifferente, è il caso di scendere a compressi tra passioni e mercato del lavoro. E in ogni caso, quand’anche non si avessero le idee chiare sull’università da scegliere (il che è normale in una società incerta e dai ritmi pressanti) si può optare per la preparazione di test d’ingresso.
Il superamento non è vincolante ai fini dell’iscrizione e in questo modo, il ragazzo ha tutto il tempo di cimentarsi senza pressioni nelle materie d’università (almeno in forma generica). In tal modo sarà molto più facile sapere se il pacchetto studio piace o non piace. Se si è capaci o non. Meglio saperlo adesso che abbandonare in corso d’opera. L’esperienza sarebbe frustrante e demotivante.

Se escludiamo l’università quali strade si possono intraprendere?

In questo passaggio così importante è molto importante che i genitori siano attenti su come approcciare i figli. Essi sono molto vulnerabili e non vanno pressati. In fondo è una scelta importante in un periodo che non da alcune certezza. La confusione è quindi più che legittima. I genitori dunque, devono evitare di ergersi a fonte di verità e piuttosto fungere come punto di riferimento e sostegno. Il fallimento è purtroppo dietro l’angolo. Gli adulti devono saper motivare, incoraggiare ed ascoltare per ricaricarli al meglio e farli ripartire. Nell’eventualità che il ragazzo non scelga nessun università ma è portato per lavoro manuali allora gli si può consigliare un corso tecnico per prepararsi al meglio nella professione desiderata e magari, con un pò di capitale, preparazione ed esperiza, si può aspirare ad un’attività propria premiando in tal modo ambizione e talento.
L’università seppur importante non è l’unico dei mondo possibili.

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