Articolo di: gio, lug 14th, 2011

Un fiore non ancora sbocciato

Il vaginismo può guarire spontaneamente?

In effetti, il vaginismo è una vera e propria patologia con radici psicosomatiche profonde. Una guarigione stabile si potrebbe avere ove il disturbo risulti lieve e ci si sente a pieno agio con il partner. Nella maggior parte dei casi, si consiglia sempre il consulto di uno specialista. L’errore comune è che una coppia, magari consolidata, riesca a risolvere il problema da sola.

La psicoterapia è la soluzione migliore per guarire dal vaginismo.

Bisogna capire quali siano i livelli d’ansia, quante le fobie, le repressioni educative e i falsi miti legati alla sessualità che albergano nella mente della donna. Per comprendere, dunque, le radici del male, lo psicoterapeuta comincia con lo spiegare alla paziente l’anatomia dei propri organi sessuali ed il loro funzionamento. Successivamente vengono insegnate tecniche di training autogeno, pratica per il rilassamento mentale che aiuta la donna a tenere sotto controllo il proprio stato d’ansia con il partner e con la fantasia guidata riesce ad ottenere un giusto rilassamento dei muscoli pelvici. La terapia prosegue con tecniche di auto-esplorazione e auto-stimolazione atte ad aiutare la ragazza a riconoscere le fonti di piacere e le fonti di sofferenze durante un rapporto sessuale. A queste tecniche mediche rivolte alla sfera sessuale, praticate a livello psichico e fisico, si affiancano terapie di recupero dell’autostima e del pensiero positivo. Molte donne affette da vaginismo, infatti, hanno una visione negativa di sé. Tendono al pessimismo influenzando il proprio rendimento a lavoro e nella vita privata. In tal caso vi deve essere un radicale cambiamento di rotta. La donna deve sapersi apprezzare per le piccole e grandi cose della sua vita e delle sue giornate; soltanto in questo modo può affrontare il problema del vaginismo.

Lavoro di coppia per sconfiggere il vaginismo.

Successivamente ad un lavoro meramente individuale, lo specialista passa al lavoro di coppia. Con il partner si individuano temi tabù sul sesso e si spinge e parlarne al fine di comprendere i desideri, spesso celati, dell’uno e dell’altra. Altri esercizi sessuali completeranno il lavoro di coppia ma resta fondamentale inquadrare i fattori psicologici che causano la patologia; da non sottovalutare per guarire definitivamente da ciò che ci impedisce di vivere a pieno la nostra vita ed i nostri amori.
Tranquillizziamo tutte le amiche, informando che le terapie per combattere il vaginismo non sono impossibili da sostenere e la loro durata può comprendere un minimo di sei mesi ed un massimo di un anno.
Il vaginismo non è un mostro che non può essere sconfitto.

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